il paese di succisa

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Successo per la serata dedicata a Santa Zita

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 " Santa Zita. Il  corpo a Lucca, le grazie a Succisa":  ha avuto un notevole successo di pubblico.  quest'incontro che si è tenuto giovedì 24 agosto nei locali della trattoria Ferrari di Succisa. L'incontro, facente parte della rassegna <Serate lunigianesi> è il frutto della collaborazione tra Comune, Istituto di Valorizzazione dei Castelli, associazione <Manfredo Giuliani> e diverse persone di Succisa che si sono adoperate per la riuscita. Ha introdotto il sindaco  di Pontremoli, Lucia Baracchini, con i saluti istituzionali, ai quali hanno fatto seguito quelli del sindaco di Berceto Luigi Lucchi.  Anche il parroco Don Tonino ha rivolto un saluto al pubblico e ha rievocato il tentativo, purtroppo andato a vuoto,  fatto alcuni anni fa per avere il corpo di Santa Zita per qualche giorno nella cattedrale di Pontremoli e nella chiesa di Succisa.  Dopo, sono arrivati i saluti della rappresentante dell'Istituto di Valorizzazione dei Castelli, prima che  il professor Paolo Lapi introducesse l'argomento ricostruendo, sulla base di diversi documenti storici,  il legame tra Succisa, ma anche Pontremoli, con Santa Zita. Il professor Gino Fornaciari, invece, illustre paleopatologo dell'Università di Pisa, ha illustrato con tanto di diapositive  la ricognizione che venne effettuata con la sua équipe  sul corpo della Santa nel 1989 e i  successivi risultati:  un ritardo  nello sviluppo dovuto a un forte stress e a carestia  verso i 6 anni di età  avvalorerebbe l'antica tesi succisana che vuole la Santa emigrata col padre a Monsagrati proprio a  quell'epoca : la lunga camminata e   gli stenti  potrebbero  essere stati i fattori determinanti. Il professor Gino Monacchia ha concluso la serata parlando delle grazie, avvenimenti  in qualche modo straordinari che sono stati attribuiti  dal popolo all'intercessione di Santa Zita: il ritrovamento di Dorino, il bimbo scomparso nel 1917, e poi ritrovato in ottime condizioni dopo due giorni, che nelle statua della Santa in chiesa riconobbe la figura che l'aveva accudito e protetto; l'inceppamento del cannone dei soldati tedeschi alla fine della Seconda Guerra Mondiale dopo aver  bombardato La Colla: miracolosamente le due statue di Santa Zita rimasero intatte e non ci furono morti ma solo alcuni feriti; la donna paralitica di Montelungo, giudicata incurabile dai medici, che su consiglio del parroco si rivolse a Santa Zita: la tradizone vuole che  venne  alla  sua festa a cavallo e tornò a casa a piedi.   Ma le grazie riconosciute alla nostra Santa sono state molte altre e tanti ex-voto sono presenti nella Casa-Cappella alla Colla. Era presente anche Antonio Romiti, presidente dell'Istituto di Studi Storici Lucchesi ma pontremolese di origine.
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