il paese di succisa

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il paese di Succisa cenni storici

Il Paese cenni storici

SUCCISA Cenni Storici

a cura del prof. Gino Monacchia

Il nome deriva, nell’interpretazione più semplice da sub Cisa (sotto la Cisa) o più probabilmente (G. Sforza) dal participio del verbo latino succìdere (da sub e caedo: tagliare sotto, in basso); per il fatto che lungo le strade percorse da soldati e vian-danti si procedeva a tagliare l’abbondante sottobosco e la fitta vegetazione che favo-rivano le imboscate di banditi e predatori.
Citata nei documenti più antichi col nome di Succisa, è presente in altri più recenti col nome di Soccisa o Succisa. Il nome è stato ripristinato in modo definitivo con D.P.R. n° 854 /8 - 09 - 1950 in Succisa.
Situata sulla via che attraverso vari passi appenninici metteva in comunicazione le valli del nord con il mare, ebbe un’origine sicuramente antica (galli,liguri-apuani, romani).
In posizione strategica, si trovò nelle contese per il possesso della proprietà e delle vie di comunicazione fra il monastero- xenodochio di Montelungo e il castello di Grondola, in età feudale.
Visse le vicende legate alle varie fasi antiche e moderne della storia di Pontremoli, conoscendo assalti e distruzioni da parte dei soldati di Arrigo V° e Federigo I°
Nel 1245 l’imperatore Federico II° descrive i confini del territorio di Grondola, da es-so donato al Comune di Parma (Archivio comunale di Parma):
………..et a monte Mulinatico intus versus Grundulam, et a monte Pelato intus ver-sus Grundulam, et cum toto eo, quod clauditur infra prodictos confines, et specialiter Succisam et Fratam cum eorum coherencis, et totam silvam Thocorii et Nulpe, etc., etc….Datum Parme, anno Dominice incarnationis millesimo ducentesimo quadrage-simo quinto, mensis septembris, quarta indicionis.
La suddetta donazione fu revocata nel 1248, indizione VI, marzo.
Fu compartecipe con Pontremoli delle lotte fra guelfi e ghibellini e riappacificata dall’intervento di Castruccio Castracani, alla cui morte passò sotto il dominio dei Rossi di Parma, ai quali subentrarono: prima Mastino della Scala, 1336; poi i Viscon-ti di Milano, 1339; quindi i Fieschi di Genova e nel 1433 gli Sforza di Milano.
Nel 1495 subì i massacri e le devastazioni delle soldataglie di Carlo VIII° conoscendo il dominio di francesi e spagnoli.
Nel 1649 fu venduta alla Repubblica di Genova passando successivamente al Gran-ducato di Toscana. Dal 1843 all’unità d’Italia fu sotto il Ducato di Parma.
Da allora ha seguito le vicende storiche di Pontremoli.
Succisa è composta da 5 Frazioni:Villavecchia , Barca, Colla, Poderi, Pollina.
Quest’ultima Frazione subì un importante smottamento franoso nel 1600 e venne del tutto diroccata da una grossa frana (libbia) nel gennaio del 1814.
In tutte e due i momenti furono costruiti nuovi caseggiati in zone a monte, più sicure, che hanno preso il nome dai loro primi abitanti.
Lo stemma di Succisa riprende nella parte inferiore lo stemma di Pontremoli;
nella parte superiore il sole rappresenta la Provvidenza divina e la croce la Fede reli-giosa.

Notizie su Santa Zita (1218-1278)


Non esistono documenti che attestino la data e il luogo esatti della nascita.
I Lucchesi la vollero nata a Monsagrati da padre succisano e madre di quel luogo; i Succisani la vollero nata da genitori entrambi succisani alla Colla ed emigrata a Luc-ca con essi ancora bambina.
Alla Colla di Succisa da quei tempi esiste “La casa di Santa Zita”, sulla quale è sta-to edificato il tempio a Lei dedicato, Il “campo di Santa Zita” e “la fontana di San-ta Zita”, dove la Santa andava a lavarsi prima di andare a messa, come ricordato nel-la tradizione popolare e in documenti antichi e recenti.
Il nonno paterno è sepolto nel vecchio cimitero di Succisa.
Dante riconobbe Lombardi i suoi genitori. Vocabolo comune ai pontremolesi.
Ugolino da Parma, giureconsulto e magistrato di Lucca scriveva la vita di “S. Zita o-riginaria della Colla, membro del villaggio di Succisa, territorio di Pontremoli. In tempo di carestia dai genitori abbandonata la patria, passò a Lucca e prese servizio in casa Fatinelli”.
Bernardino Campi la disse “nata alla Colla di Succisa, giurisdizione di Pontremoli, da Giovanni Bernabovi, sempre della Colla”.
Alcuni commentatori danteschi la ritengono nata a Pontremoli.
A 12 anni entrò a servizio nella casa dei signori Fatinelli di Lucca, dove visse fino al-la morte e dove prestò la sua opera caritatevole verso i poveri.
Un documento della morte di S. Zita con chiari riferimenti alla Colla di Succisa come luogo di nascita era presente nell’Archivio Parrocchiale nel 1897 come riferisce in fede don L. Castellotti che lo trascrive a testimonianza.
Santa a furor di popolo, per i molti miracoli operati in vita, in mortem et post mortem, nel 1696 fu portata agli onori degli altari da papa Innocenzo XII°. Fu proclamata pa-trona delle lavoratrici domestiche (serve) da papa Pio XII° nel 1955.
L’8 ottobre 1758 fu proclamata dal Consiglio Comunale di Pontremoli ConPatrona principale della città. ( Archivio Com. Antico Consiglii dal 1741 al 1777).

Il Campanile.


La costruzione del campanile, alto 25 metri circa ebbe inizio nel 1853 e fine nel 1870.
Fu disegnato dal prof. Arzeni, docente di fisica nel seminario vescovile di Pontremo-li.
Fu capomastro iniziale un Pinotti, ma praticamente tutta l’opera è stata eseguita sotto l’esperta guida del capomastro Domenico Antonio Fanti di Succisa.
In precedenza un piccolo campanile, demolito nel 1919, era tutto un corpo con la chiesa e posizionato sul lato sinistro dove si vede tuttora una porta murata.
Le campane sono 5 e ognuna porta il proprio nome, il campanone: S.Zita, la più pic-cola: S. Antonio Abate, le altre rispettivamente: Vergine Maria, S. Felicita e S. Per-petua.
Sono intonate sulle seguenti note musicali: MI- FA diesis- SOL- LA- SI
Il campanone (circa 10 quintali di peso), dopo ripetute venature, fu ristrutturato defi-nitivamente dalla ditta Borgna di Pontremoli. Due campane furono riparate a seguito dei danni subiti nel cannoneggiamento tedesco del 26/04/1945.
L’0rologio (opera della ditta Miroglio) fu messo nella seconda metà del 1936.
Il parafulmine fu donato ed installato dal fisico e matematico prof don Andrea Tonelli di Succisa alla fine degli anni 20.

Notizie storiche recenti


Nel 1806 fu costruita la briglia (mora) della Costa del pozzo.
Nel gennaio 1814 per una nuova frana diroccò completamente la Frazione di Pollina che aveva subito un primo movimento franoso già nel 1600.
La casa canonica fu comprata nel 1817
Nel 1888 fu iniziata la strada che da Mignegno arriverà fino al Ponte ed era percorri-bile con carri. I lavori furono ripresi dopo la prima guerra mondiale.
Negli anni 1922-23 fu aperta la strada che dal Ponte giungeva, attraverso Roncomalo, alla Villa, non senza duri contrasti con le popolazioni delle altre Frazioni. Immedia-tamente a seguire fu aperta dalla gente di quelle Frazioni la strada Muro-Poderi-Colla –Pollina. Nel 1930 vi transitò la prima macchina: una Balilla guidata dal taxista pon-tremolese Costa.
La luce elettrica arrivò nel 1926.
La strada Succisa - Grondola fu iniziata nel 1959 e ultimata nel 1961.
Nel 1962 la strada arrivò a Casa Gaggio in cima alla Pollina.
Per la strada Succisa – Casa Rotelli, la viabilità montana, e altre notizie dal secondo dopoguerra ad oggi vedi il libro- Succisa, fra cronaca e storia. Diario di un secolo…e più- di G. Monacchia, 2007.
Nel settembre 1960 un disastroso nubifragio arrecò danni immani; nessun ponte ri-mase in piedi al di fuori di quello del Madro.
Il 17 agosto 1961 un’eccezionale grandinata distrusse tutto il raccolto.
Una simile calamità si verificò nel 1895 con grandini grosse come uova di gallina.
Il cancello del piazzale della chiesa è stato fatto dalla ditta Ugo Armanetti su disegno di Bruno Pruno.
Tutti i parroci che si sono susseguiti dal 1572 in poi hanno lasciato il segno lega-to alla loro funzione religiosa e civile: battesimi, cresime, matrimoni, beneficio par-rocchiale, consigli dell’opera parrocchiale ed altro.
Notizie di cronaca parrocchiale sono state riportate principalmente dai parroci:
don A. Leonardi – don L. Castellotti – don I. Gentile – don Q. Barbieri – don B. Ghelfi.
Stati d’Anime sono stati compilati da:
don A. Leonardi, definito in pessime condizioni, oggi irreperibile;
don L. Castellotti (1897), in grame condizioni, ma esistente;
don R. Caldi, riordinato da don I.Gentile (1925), in buone condizioni;
don I. Gentile (1928) in buone condizioni;
don Q. Barbieri (1936) in ottime condizioni.
Succisa novembre 2007 G. Monacchia
Ricerca documentale a cura di Gino Monacchia.
Documenti: Archivio parrocchiale di Succisa./ Testi di autori vari: Sforza, Campi, Zucchi Castellini..
Pubblicazioni:
D. Antiga, Andar lontano.Partenze da Succisa alla ricerca di fortuna, Litotip. Mori, 2005;
G. Monacchia, Succisa- fra cronaca e storia. Diario di un secolo…e più. Litotip. Mori, 2007
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