il paese di succisa

Template Joomla scaricato da Joomlashow

Santa Zita la storia

  • Section: storia - Category: storia
  • Tuesday, 24 March 2009 22:20
  • Last Updated Wednesday, 01 December 2010 14:30

 
 
 Notizie su Santa Zita (1218-1278) 

    Non esistono documenti che attestino la data e il luogo esatti della nascita.

     I Lucchesi la vollero nata a Monsagrati da padre succisano e madre di quel luogo; i Succisani la vollero nata da genitori entrambi succisani alla Colla ed emigrata a Lucca con essi ancora bambina.

Alla Colla di Succisa da quei tempi esiste “La casa di Santa Zita”, sulla quale è stato edificato il tempio a Lei dedicato, Il “campo di Santa Zita” e “la fontana di Santa Zita”, dove la Santa andava a lavarsi prima di andare a messa, come ricordato nella tradizione popolare e in documenti antichi e recenti.

Il nonno paterno è sepolto nel vecchio cimitero di Succisa.

 

Dante riconobbe Lombardi i suoi genitori. Vocabolo comune ai pontremolesi.

 

Alcuni commentatori danteschi la ritengono nata a Pontremoli.

 

     Sull’appartenenza regionale e la connotazione di Lombardia e Toscana, ma anche Genovesato,  nel linguaggio comune delle popolazioni di questa parte dell’Appennino, Luigi Campolonghi, in Pontremoli Una cittadina italiana fra l’ ‘80 e il ‘900, osserva:

“Perché, a quei tempi, la Lombardia cominciava per noi alla Cisa, e tutti quei che scendevano dalla Cisa eran detti lombardi. Così, la Toscana di cui pur facevamo parte, cominciava, per noi, a Massa e tutti quei che venivano d’oltre Massa eran detti toscani”. 

     Giuseppe Micheli, in Un’inchiesta folcloristica nell’Appennino Pontremolese, affrontando su un piano linguistico il problema di appartenenza territoriale della popolazione di questa’area appenninica, annota:

“Così in Val di Magra è chiamato Genovesato tutto il finitimo territorio della Vara e dello spezzino, che è stato dominato da Genova. Per il motivo inverso, i parmigiani montanari, da Berceto a Corniglio, non son chiamati dal popolo della Val di Magra, Emiliani, termine anch’esso dotto e non usato dal popolo, ma Lombardi … ed in Toscana, dove non è possibile di scambiare per toscani gli abitanti dell’ Alta Val di Magra, viene riferita anche a loro la denominazione di Lombardi. Nella Toscana settentrionale sono appunto chiamate ‘lombarde’ le ragazze delle campagne e dei monti del pontremolese, che si recano, o vi si recavano, per far fortuna nei servizi domestici. Se S. Zita, come vuole un’antica tradizione della Val di Magra, apparteneva a una famiglia di Soccisa, dei Bernabovi, fu anche essa una di queste ‘Lombarde’. Dagli storici, infatti le è attribuito il cognome  di Lombardi… Se quella povera famiglia stabilitasi a Monsagrato era realmente emigrata dal piccolo paese della Magriola, non vi è nulla di strano che per la chiusa accentuazione dell’aspra parlata, fosse detta dei Lombardi. La verosomiglianza del fatto porta anzi un indizio di prova in favore della tradizione antica e tenace in Val di Magra”.[1]      Ugolino da Parma, giureconsulto e magistrato di Lucca scriveva la vita di “S. Zita originaria della Colla, membro del villaggio di Succisa, territorio di Pontremoli. In tempo di carestia dai genitori abbandonata la patria, passò a Lucca e prese servizio in casa Fatinelli”. 

      Bernardino Campi in Memorie storiche della Città di Pontremoli la disse  nata alla Colla di Succisa, giurisdizione di Pontremoli, da Giovanni Bernabovi, sempre della Colla.

      Emanuelle Gerini in Memorie storiche di illustri scrittori e uomini insigni scrive: “Fu ella figliuola di certo Giovanni Bernabovi di povera condizione, falsamente reputato lombardo, e nacque essa il 1218 di nostra salute, non già in Monsagrato lucchese siccome alcuni si pensano, ma presso le fonti della Magra in un antico villaggio Pontremolese, chiamato Collasuccisa che patria era anche del padre di lei”.

    

 

    Giovanni Targioni Tozzetti (1712-1783) in Relazioni d’alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana (Sezione V –Soggetti più illustri di Pontremoli – In santità) così scrive:

“Fu illustrato Pontremoli nel secolo XIII da S Zita Vergine, Figlia di Giovanni Bernaboni della Colla nella Valle di Succisa, Giurisdizione di Pontremoli, ivi nata nel 1218. Il di lei Padre costretto dalla povertà ad abbandonare la Patria, portossi ad abitare in Monsagrato Dominio dei Lucchesi, avendo con altri suoi figli condotto seco la Giovinetta Zita, , la quale cresciuta in età, si diede a servire in Lucca, nella nobile Casa Fatinelli, dove per anni quaranta condusse una santa ed esemplare vita, e morendo l’anno 1278. Fu sepolta nell’antico Tempio di S. Frediano ove tuttora si venera il suo corpo incorrotto. Nella predetta Villa di Colla mostransi le rovine della di lei Casa paterna, e vi si venera una immagine molto miracolosa”.

E nella Sezione XII – Valle della Magra nel Pontremolese:

“Essa Valle della Magriola, benché vasta, è montuosa, e non ha se non che alla sua destra i Villaggi di Polina o Pollina, e Succisa o Soccisa. Nella Villa della Colla di Succisa nacque S Zita come altrove si dirà”. 

     A 12 anni entrò a servizio nella casa dei signori Fatinelli di Lucca, dove visse fino alla morte e dove prestò la sua opera caritatevole verso i poveri.

 

"La famiglia Bernabovi, quando Santa Zita era piccola, emigrò, probabilmente come altre della zona appenninica per ragioni di carestia, da Succisa verso l’importante città di Lucca seguendo l’antica via dei pellegrini e dei mercanti. Da Monsagrati, dove si era stabilita, quand’ebbe l’età di dodici anni Zita fu mandata a servire nella casa patrizia dei Fatinelli a Lucca. Qui morì all’età di 60 anni dopo aver compiuto molti miracoli."( Il Passo della Cisa e la sua strada. (Incontro con la storia).

 

Un documento della morte di S. Zita con chiari riferimenti alla Colla di Succisa come luogo di nascita era presente nell’Archivio Parrocchiale nel 1897 come riferisce in fede don L. Castellotti che lo trascrive a testimonianza.

(Dell’esistenza di un documento anonimo in latino dà testimonianza G.Targioni Tozzetti) 

     Santa a furor di popolo, per i molti miracoli operati in vita, in mortem et post mortem, nel 1696 fu portata agli onori degli altari da papa Innocenzo  XII. Fu proclamata patrona delle lavoratrici domestiche (serve) da papa Pio XII nel 1955.

L’8 ottobre 1758 fu proclamata dal Consiglio Comunale di Pontremoli ConPatrona principale della città. ( Archivio Com. Antico Consiglii dal 1741 al 1777).

 

A Santa Zita sono stati attribuiti dai Succisani molti miracoli compiuti nel corso dei tempi.

E’ stato tramandato da genitori a figli il fatto prodigioso avvenuto durante la contesa fra Succisani e Lucchesi per la conservazione delle Sue spoglie mortali quando una voce attribuita alla Santa si pronunciò in questo modo: “Il corpo a Lucca, i miracoli a Succisa”.

     Nel ‘900 due fatti accaduti davanti a tutta la popolazione del paese che ne è rimasta testimone sono stati considerati miracoli attribuiti alla Santa: il ritrovamento del piccolo Dorino Antiga, improvvisamente scomparso a soli 2 anni e tre mesi nell’aprile del 1917 e  l’inceppamento del cannone tedesco appena colpì la chiesa dopo aver bombardato il paese il 26 aprile 1945.

 (Di questi fatti è data ampia notizia nei libri di Gino Monacchia: Succisa fra cronaca e storia, luglio 2007 –Mistero sull’Appennino, febbraio 2008 – Il volo sbilenco(Racconti di Gì), dicembre 2008).
Per vedere un importante testimonianza sull'importanza di Santa Zita a Succisa, cliccare qui

 

[1] G. Micheli, Un’inchiesta folcloristica nell’Appennino Pontremolese. 1929.

 

 A cura del prof. Gino Monacchia

Condividi su Facebook